Jean Brody Jarjaryes de Cognac de Girodèl

E’ stato senz’altro un discusso personaggio di corte il Marchese Jean Brody Jarjaryes de Cognac de Girodèl, un uomo che ha tenuto le redini di un intero schieramento nobiliare francese per lunghi anni in territorio ducale.
Jean Brody nacque nel 1786 a Lione nel tardo autunno, figlio del Conte François Jarjaryes de Girodèl di Lione e della nobile Victoire Martine de Cognac. La sua infanzia fu contraddistinta da una rigida educazione militare, soprattutto nell’arte della spada della quale il padre era un valido esponente. Ma in contrapposizione a questo Jean Brody visse nel lusso sfrenato di una nobiltà che reggeva in toto le redini della Francia. Fino agli anni della rivoluzione, il piccolo Contino non ebbe di che preoccuparsi, ma allo scoppiare della rivoluzione, le cose andarono a rotoli. La famiglia de Girodèl fu costretta a fuggire rapidamente nel Ducato di Parma dove trovò asilo e dove il padre si assicurò una rispettabile posizione a corte.
Tuttavia, al primo affievolirsi della rivoluzione, il Conte François de Girodèl decise di tornare di nascosto in Francia, a Lione, per espatriare una serie di beni di famiglia che nella fuga erano rimasti oltralpe. Questa iniziativa risultò fatale e la testa del Conte cadde frettolosamente in Place Bellecour in una Lione rivoluzionaria. Rimasto orfano, Jean Brody fu costretto alla fuga in Austria a causa dell’arrivo delle truppe napoleoniche nella penisola italica. La madre morì di vaiolo durante il viaggio e il giovane Conte arrivò a Vienna a capo di una Lione non più sua. Il suo soggiorno nella capitale austriaca fu fondamentale per Jean Brody per affinare le arti della politica, dell’inganno e per conoscere la realtà della nobiltà europea. Ma oltre a questo si immischiò in gioco d’azzardo, bordelli e quant’altro potesse riportarlo con il piacere ai fasti di un tempo. Alla fine della rivoluzione e all’esilio definitivo di Napoleone, il Conte Jean Brody Jarjaryes de Cognac de Girodèl tornò a Lione dove fu riconosciuto come legittimo Conte, ma il Re lo convocò nel 1817 per un compito da lui selezionato. La morte di molti nobili francesi aveva decretato il vacare di numerosi titoli nobiliari e il Re di Francia attribuì a Jean Brody il titolo di Marchese di La Rochelle chiedendogli di andare ancora nel Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla. Lì avrebbe dovuto inserirsi nella politica di Maria Luigia d’Austria e porre le basi per il controllo parziale della situazione tra gli stati italiani. Il re sapeva, infatti, che la Duchessa riconosceva di buon grado il titolo del marchesato di La Rochelle a causa di una lontana parentela.
Da quel giorno Marchese, più che Conte, Jean Brody si spostò con l’intero suo seguito a Borgo San Donnino, zona scelta dalla sovrana che aveva accettato di buon grado il suo arrivo.
Nel 1819, però, giunse nel Borgo anche il Conte di Nottingham Charles Dent-Finch. A quel punto Jean Brody si trovava con un rivale agguerrito e dovette lottare politicamente per mantenere la propria posizione invariata mentre il Conte inglese tramava alle sue spalle. Fu un gioco di mosse e contromosse politiche, quello tra i due, ma la cosa sarebbe durata poco. Charles Dent fu assassinato da Caligola Blackwood e la fazione inglese piombò nel caos. Immediatamente, per motivi probabilmente differenti dalla morte del Conte (il cui assassino al tempo rimaneva oscuro) il seguito inglese avviò una violenta azione ai danni dei francesi che sfociò in un’aperta faida tra i due schieramenti. Il Marchese de Cognac de Girodèl assunse una posizione moderata e difensiva, ma non mancò di reagire agli attacchi. Il Marchese, però, non fu colpito direttamente da questa situazione di tensione. Ben presto l’intervento dell’autorità ducale mise la parola fine allo scempio. Ai funerali del Conte Dent il Marchese fu tra gli illustri presenti e rese omaggio alla salma del “valido rivale” come lui stesso aveva affermato. Il Marchese di La Rochelle riuscì dunque ad ottenere maggior potere da parte della Duchessa e rese prima floride le proprie casse, poi le intacco notevolmente a causa dei propri vizi. Si sentiva spesso dire che “il Marchese era andato a donne”. Durante la ribellione contadina del 1819 fu in prima linea nei negoziati e nella difesa della popolazione, cosa che gli assicurò una riconoscenza notevole dei cittadini di Borgo San Donnino, ma nella seconda metà dell’anno fu messo in ombra da Edward Blake, nobile del seguito inglese, che comandò la guarnigione di Borgo San Donnino nella tristemente famosa “Battaglia dei Morti”. Successivamente Lord Blake divenne Conte di Nottingham per scelta della corona inglese e per assicurare una continuità. Ma si ammalò presto di peste e il Marchese Jean Brody mantenne, nonostante tutto, una posizione politica invidiabile. Tuttavia nei mesi seguenti una serie di scandali ne offuscheranno la figura. Nell’inverno del 1819 fu immischiato nella cosiddetta “Strage dei Nottingham” operata da Krest’Jean Ivanovic, russo al suo seguito, che costò la vita anche al Conte di Nottingham Edward Blake. Per salvare la faccia o forse per togliere di torno un individuo dubbio e pericoloso, cooperò in prima persona alla cattura e al processo farsa che si concluse con una frettolosa esecuzione. Poco dopo, nei primi mesi del 1820, la gendarmeria ducale mise in arresto il Marchese e parte del suo seguito per l’omicidio di un mercante. L’indagine, seguita dal colonnello Viscardi, svelò un legame tra la merce venduta segretamente dalla vittima e il Marchese che ne era in possesso parzialmente. Questo elemento convinse la gendarmeria che il Marchese de Cognac de Girodèl non potesse essere all’oscuro della sparizione del mercante e che probabilmente avesse partecipato all’operazione occultando delle prove. Dal processo il Marchese di La Rochelle ne uscì relativamente pulito pagando una sanzione pesante in denaro per sé e per i membri incriminati del suo seguito. Le autorità ducali non vollero opporsi all’influenza del nobile, ma la sua immagine venne offuscata anche agli occhi della Duchessa. Il Marchese, da questo punto in poi, si ritirò sempre di più nei vizi e nei piaceri disinteressandosi progressivamente della vita politica e del proprio compito a corte. La sua ultima apparizione ufficiale fu durante l’assalto dell’Esercito per l’Indipendenza a fine 1820, mentre tentava di negoziare. Le forze degli invasori allo sbando non furono, però, attente alle offerte di negoziato e il nuovo Conte di Nottingham Liam O’Connor, fresco di nomina dalla corona inglese dopo la morte di Blake, rubò la scena al Marchese facendo segretamente intervenire un reggimento di fanteria inglese al fianco di quella ducale. L’azione consentì il ripristino del controllo del Borgo. Dalla fine del 1820 nessuno seppe più nulla del Marchese di La Rochelle per quasi due anni dopodiché si venne a sapere che la malattia lo aveva colpito, si dice una malattia venerea a causa dei troppi piaceri che si era concesso.
Il Marchese Jean Brody Jarjaryes de Cognac de Girodèl morì il 1° Settembre 1822, a soli 36 anni, in una bettola ai margini di Borgo san Donnino, consumato dalla malattia e senza l’aiuto di nessuno del suo seguito che nel frattempo si era legato al Conte Conrad de la Tour d’Auvergne. Sua unica compagnia il dottor Barsanti, nota personalità medica della città e che era l’unico contatto con il mondo.
Nell’immaginario comune il Marchese rimane una figura controversa, nota ad alcuni per il potere che aveva raggiunto, ad altri per le ricchezze che possedeva, ad altri ancora per gli scandali nei quali si era o era stato immischiato. Abbastanza per entrare nella storia…