Fianna O'Byrne

Pochi uomini hanno segnato i territori in cui sono passati come Fianna O’Byrne, l’Irlandese. Nacque nel 1801 a Ros an Mhil nella contea di Galway in una famiglia fiera, ma di condizioni umili. Il padre Fergus discendeva da una linea riconosciuta come direttamente legata a quella della casa regnante d’Irlanda, prima dell’invasione inglese. Da quegli anni, ormai molti anni, la loro condizione era al pari di ogni popolano irlandese. Tuttavia l’animo nobile di Fergus temprò quello di Fianna, che crebbe assieme al fratello maggiore in un clima sereno e nel culto delle antiche tradizioni gaeliche.
Fu nel giorno del 17 Marzo 1809 che gli Inglesi vennero nella cittadina per un reclutamento forzato di giovani, il giorno del diciottesimo compleanno del fratello Pedraig. Quello che trovarono i soldati fu l’opposizione cieca del padre di Fianna, che fu ucciso dopo un cruento scontro nella sua dimora. Da ciò che si conosce, dal quel momento il fratello Padraig si diede alla macchia, iniziando a combattere gli occupanti britannici. Fianna e sua madre, invece, fuggirono sulle isole Aran.
Lì il restante della giovinezza del giovane Fianna fu dedicata allo studio della lingua inglese, anche se ne mantenne distacco preferendo il gaelico, lingua del padre. Quando Fianna aveva quindici anni sua madre morì. Non si conosce con esattezza il numero di crimini perpetrati dal giovane Fianna con la sua banda di ribelli irlandesi che raccolse in quel periodo. Solo un plico compilato negli anni dalle autorità inglesi riuscì ad essere quantomeno un poco preciso. Quello che si sa è che Fianna divenne la spina nel fianco dell’autorità britannica e che fu posta una taglia sulla sua testa. Dopo anni di crimini e azioni legate alla ribellione, Fianna fece la sua ultima apparizione in Irlanda a Galway, all’interno della cui guarnigione riuscì a raggiungere l’ufficiale inglese al comando delle truppe responsabili della morte di Fergus, assassinandolo insieme alla moglie e ai due figli. Era la notte del 17 novembre 1820. Da quel momento lasciò l’Irlanda, dirigendosi dapprima in Francia e poi nel Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla dove si mise al servizio del Marchese di La Rochelle, probabilmente per la rivalità con il Conte di Nottingham, inglese.
Negli anni seguenti Fianna ricoprì una posizione di crescente rilievo nel seguito del Marchese, giungendo ad essere l’amministratore economico dei beni del Marchesato. Tuttavia questa posizione non fu mai ben vista dalla corona francese che lo considerava uno straniero. Fu l’alta considerazione dei propri amici in quelle terre, nonché dei nobili e del clero, che permisero a Fianna O’Byrne di vivere una vita non certo tranquilla, ma al riparo dalle vendette inglesi, protetto dalla Francia. Nel Ducato Fianna non fu mai una personalità in vista per i nobili locali, ma molto conosciuto dalle corti dei nobili stranieri ospiti tra cui il Conte di Nottingham Liam O’Connor. Tra i due nacque un risentimento sempre ben gestito dal Conte O’Connor in quanto entrambi gli uomini erano irlandesi, ma di diversa scelta di campo. Fianna probabilmente non perdonò mai Liam O’Connor e nemmeno gli altri irlandesi che con lui avevano deciso di stare sotto l’ala della corona britannica.
Nel 1822 Fianna O’Byrne fu volontario durante la Battaglia di Alseno, nella quale combatté a fianco dei propri compagni di Francia.Dopo una resistenza iniziale, lo schieramento ducale cedette e i ribelli di Piacenza si avvicinarono a Borgo San Donnino. Verso sera, mentre probabilmente stava per essere portato via come prigioniero, fu liberato da un’incursione principalmente guidata dallo spirito combattivo del famoso frate Uriel. L’anno seguente avvenne qualcosa che per Fianna era inaccettabile. Una forza militare inglese, fatta entrare in segreto, prese il controllo della città di Borgo San Donnino il 5 Aprile 1823, deponendo il Governatore Conrad de La Tour, francese e Marchese di La Rochelle. Per Fianna, raggiunto da un suo
vecchio compagno di nome Michan, fu un colpo fortissimo.
Rivedere le giubbe rosse anche nel Ducato lo precipitò dapprima in una lieve depressione e poi in una bruciante voglia di vendetta. Così lungo l’estate del 1823 Fianna O’Byrne si fece protagonista di accese discussioni e, privo ormai della paura, si annunciò a soldati e autorità inglesi senza riserve con il suo nome e titolo perduto. Questo fece scattare un’inchiesta da parte del nuovo Governatore, Aidan O’Doran, Baronetto di Farnham, posto in quel ruolo dalla corona britannica. Il fascicolo su Fianna che arrivò dall’Inghilterra non lasciava dubbi in merito alla sua identità ed ai suoi trascorsi. Così il 6 Settembre 1823 scattò la trappola. Un soldato inglese provocò Fianna, che reagì. La reazione, ancora peggiore di quello che ci si aspettasse, provocò la morte del soldato, ma diede al Governatore O’Doran un buon motivo per incriminarlo. Alla sera dello stesso giorno arrivò il plotone di esecuzione. Un’azione fulminea del compagno Michan permise a Fianna di tentare la fuga, ma ormai braccato fu raggiunto. Fianna fu visto bere una sostanza e poi fu portato al patibolo per la fucilazione. Tuttavia il suo corpo era senza vita così la condanna fu letta e la fucilazione non fu necessaria. Fianna O’Byrne, dopo una vita di dolori, crimini e fughe, moriva in questo modo nella sera del 6 Settembre 1823.
La sua morte fu pianta da molti, nonostante i crimini di cui si era macchiato. Il suo corpo fu trafugato poco dopo da ignoti così da lasciare nel mistero quest’ultima scena di Fianna. Questa notizia fece molto rumore negli ambiti ducali, ma non si ebbero soluzioni al caso.