John Townshend

Il piccolo John Townshend, figlio del Marchese George Townshend vede per la prima volta la luce il giorno del 28 Marzo 1798. Già da bambino dimostra la sua vocazione militare. La sua forza d’animo nel convincere le persone seppur con modi affabili si svela anche nei semplici giochi di bambino. Tuttavia l’infanzia è breve come si confà ad un piccolo nobile inglese e all’età di 7 anni, nel Settembre del 1805 si imbarca sulla “Ajax”, una nave militare comandata da un amico del padre del piccolo John. Dopo sole poche settimane di servizio a bordo, si ritrova il 21 Ottobre ad affrontare la Battaglia di Trafalgar. Il combattimento navale è rivoluzionario grazie alle intuizioni dell’Ammiraglio Nelson, che però perde la vita. Il giovane John sopravvive alla battaglia e accumula grande esperienza fino a diventare, nel 1807, allievo ufficiale. Passano altri anni di servizio e apprendimento fino al 1813, anno in cui sostiene e supera l’esame di idoneità come ufficiale dopo i canonici 6 anni di servizio.
A questo punto John Townshend ha 15 anni e inizia ad avere i caratteri dell’uomo di mare. Il tempo scorre tra diversi incarichi su imbarcazioni minori. Il primo è sulla nave “Bellerophon” dove matura altra esperienza, poi ottiene altri incarichi fino al 1818 quando gli viene conferito il primo comando sulla “Leven”, Dopo qualche anno ottiene l’ultima promozione come Capitano di Vascello, ma a causa della mancanza di comandi liberi, viene assegnato ad incarichi ordinari rimanendo a terra.
Grazie all’approvazione del padre per i propri traguardi, non ha molti problemi ad ottenere alcuni incarichi di rappresentanza sul territorio del Regno Unito fino a che, nel 1823, non viene inviato nel Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla in supporto di una situazione critica non meglio definita. L’arrivo di John Townshend è confusionario. Il Capitano di Vascello, abile per mare, si ritrova in un neo-protettorato autoproclamato dal Baronetto di Farnham Aidan O’Doran, ma soprattutto si ritrova coinvolto in un processo di importanza politica rilevante. Infatti il Baronetto aveva accusato il Marchese di La Rochelle di tirannia e di altre cose proclamando un processo al quale la giuria sarebbe stata formata da esponenti delle varie potenze presenti nello scenario ducale. Inizialmente John non si lascia coinvolgere dalle questioni politiche, distratto com’è dalla sua nuova amicizia, il nobile Ebenizer Angus Dugal Mac Bacon. Il legame con il ricco scozzese Mac Bacon diviene saldo e robusto specialmente quando John decide di collaborare con lui riguardo ad alcuni affari, su cui però i dettagli scarseggiano.
Nei mesi seguenti avviene, invece, ciò che lo ha reso famoso nel Ducato. Messo sotto pressione dalla classe dirigente britannica, ma soprattutto dal Baronetto O’Doran, accetta l’incarico di sostenere l’accusa al Marchese di La Rochelle nella seconda parte del processo. Un processo che stava procedendo male per i britannici a causa degli errori commessi nei mesi seguenti in aula proprio dall’amico Mac Bacon. John Townshend, invece, si scopre un buon avvocato dell’accusa riuscendo a mettere in difficoltà, in alcuni casi, il collegio difensivo francese guidato dal Duca de La Hautecourt, poi ritiratosi, e completato dalle illustri presenze del Principe Ottone di Savoia-Soissons e dal Cavalier de Azanza. Ma nonostante il suo impegno e qualche progresso, il volere della giuria è un altro e il Marchese viene giudicato non colpevole. Questo risultato innesca una serie di reazioni politiche e diplomatiche che trascinano John nel vortice di dinamiche e intrighi del seguito politico di Aidan O’Doran. Da tale vortice non uscirà più.
Passa un altro anno in cui John Townshend si destreggia tra la diplomazia, la politica, il gioco e le donne. Fa molto rumore la diceria che lo vede prima come pretendente alla mano della Duchessa di Gramont, vedova del Duca di Gramont e francese, poi come rifiutato dalla stessa Duchessa; le chiacchiere dicono che ella pensasse a Townshend più come ad un buon amico. Questo colpisce profondamente l’orgoglio di John, che smette improvvisamente qualunque tipo di legame con la nobile francese; da quel momento i modi di John Townshend si inaspriscono specialmente verso i francesi presenti, cadendo giorno dopo giorno nel modo di pensare di Aidan O’Doran: il seguito del Marchese di La Rochelle è un nemico.
Nel Settembre del 1824 il Marchese di La Rochelle fugge dalla città di Borgo San Donnino grazie ad un’incursione delle truppe francesi arrivate ad assediare il Borgo. Townshend è sempre al fianco di O’Doran, e sempre più solo avendo perso anche il compagno Mac Bacon: lo scozzese era fuggito qualche mese prima a causa di alcune irregolarità con le autorità.
L’ultimo viaggio di John è quello che gli permette di uscire dalla città di Borgo San Donnino e di recarsi, con la delegazione britannica, a Bagni di Lucca per la detta conferenza di pace con i francesi che continuano ad assediare il protettorato inglese.
La conferenza è fasulla. Aidan O’Doran, affiancato dal Duca Arthur Lennox, dichiara guerra alla Francia mentre all’esterno il resto delle delegazioni si studia e teme per la propria vita.
Mai paura fu più fondata: John viene ritrovato privo di vita assassinato proprio quel giorno a Bagni di Lucca. Resta un mistero l’identità dell’aggressore, anche se da alcuni documenti sembra che gli Inglesi presenti avessero pesanti e circoscritti sospetti a riguardo.
John Townshend, brillante ufficiale di marina relegato a terra, quella volta si era imbarcato in una missione troppo pericolosa, trovando la morte a poche miglia dal mare che tanto amava.
Quale ironia…