Demon Reddington

Se esistesse un volto in grado di rappresentare le più basse nature dell’uomo, le pulsioni proibite, i vizi e tutto ciò che la società perbenista etichetta come moralmente discutibile, ecco, questo volto assomiglierebbe molto a quello di Demon Reddington.
Fu in un giorno ovviamente piovoso del 1785 che Demon venne alla luce. Figlio di banchieri con contatti nelle alte sfere della nobiltà, Demon aveva davanti a sé un futuro florido e luminoso nei piani dei propri genitori. Il destino, invece, aveva dotato il giovane di un carattere intrattabile, irascibile, ribelle e difficile da contenere. Da ragazzo si distinse in tutto ciò che al padre poteva recare problemi: risse, duelli, scandali. Il giovane Demon ben presto si rivelò inadatto a seguire quel solco lasciato dalla propria famiglia, la quale gli stava stretta… molto stretta.
Fu così che nella disperazione Demon fu mandato dallo zio, un militare britannico, che lo introdusse nell’esercito.
La vita di Demon Reddington in questo punto ebbe una svolta. Più che avere l’effetto di raddrizzare la condotta dell’ormai uomo, l’esercito gli diede ciò che aveva sempre cercato: la possibilità di sfogare le sue pulsioni senza avere problemi con la legge.
Nel 1812 il caporale Reddington partecipò alla Guerra Anglo-Americana, che in pochi ricordano e il cui esito fu un nulla di fatto. Questo conflitto durato tre anni temprò ed estremizzo ulteriormente il temperamento di Demon che si distinse per la propria ferocia sul campo di battaglia. Conobbe Falco Nero, capo degli Indiani Sauk che nella guerra si affiancarono agli Inglesi. Rcevette un Tomahawk in regalo che diventò tristemente famoso tra le truppe statunitensi fino alla battaglia di New Orleans nel 1815, quando la guerra finì con il Trattato di Gand che riportava, di fatto, la situazione esattamente com’era prima della guerra.
Ma per Demon la vita era cambiata. La guerra gli aveva dato la possibilità di capire chi fosse e di mettere a frutto la sua capacità in combattimento, un combattimento sporco, ma che lo aveva finalmente fatto sentire vivo.
Vagò per anni nelle colonie britanniche lavorando come mercenario e guadagnandosi bene da vivere. Nei posti che vide e in cui visse vi fu anche l’Africa Nera. Ad ogni spedizione a cui partecipava, Demon tornava sempre vivo. Talvolta l’unico vivo, ma sempre con l’obiettivo raggiunto.
Verso la fine del 1823 sentì di alcune strane leggende legate ad un pezzo di terra insignificante nella penisola italica. E seppe di un protettorato britannico nel luogo ove stava per scatenarsi l’inferno, o così forse lui credeva. Si spostò così a Borgo San Donnino presentandosi ad Aidan O’Doran, baronetto di Farnham e Governatore della città di Borgo San Donnino passata nei primi mesi dell’anno dal controllo del Ducato di Parma a quello britannico a causa di un colpo di mano militare. La situazione di tensione con gli ostaggi francesi diede a Demon la spinta per stabilirsi, almeno temporaneamente, nella città. Ben presto le sue qualità vennero a galla così come i suoi difetti. Negli anni seguenti Demon Reddington attirò su di se le indagini della gendarmeria ducale senza che prove venissero mai prodotte, si dice a causa del domino inglese sulla città che lasciava i gendarmi privi di effettivo potere. Fece profonda amicizia con Ebenizer Angus Dugal Mac Bacon, nobile scozzese e affarista. Il duo Mac Bacon-Reddington cominciò ben presto ad essere scomodo per molti, ma intanto la House of Bacon, la casa da gioco ormai gestita dal nobile, era divenuta uno dei luoghi di maggiore fama della città. Demon gestiva anch’egli la casa da gioco, esattamente in accordo con il suo focoso carattere. Aveva trovato una casa... tuttavia, i continui contrasti con altri inglesi nella città lo avevano messo più volte in difficoltà.
Ma nulla dura per sempre. Il Regno di Francia aveva segretamente avvicinato due reggimenti di fanteria alla città che nel 1824 fu cinta d’assedio da un’alleanza franco-ducale mettendo in dubbio il protettorato di O’Doran. A nulla servì la conferenza di pace indetta a Bagni di Lucca e la guerra scoppiò.
Demon Reddington fu assegnato al 2° Battaglione del Reggimento di fanteria ausiliaria “Nottingham” in qualità di comandante. I tempi del gioco e delle donne erano ancora una volta finiti e il comandante Reddington stava per riassaporare il profumo delle polveri nere.
E’ molto fumosa e confusa la fine di questo controverso uomo. Le fonti disponibili documentano di numerosi scontri nella zona del paesino di Cabriolo dove le zone fortificate furono conquistate dai francesi e riprese dagli inglesi almeno due volte. Il 2° Battaglione del 92° guidato da Demon Reddington era feroce e preparato dalla durezza e dalla fierezza di questo poco di buono trasformatosi in una furia. I suoi uomini verranno per sempre ricordati come gli “Screaming Goats”, nome da lui scelto in un mescolamento di ironia e ferocia.
A metà pomeriggio gli Screaming Goats assaltarono una posizione fortificata di Cabriolo difesa dal 1° Battaglione del Reggimento Artois ai comandi del Capitano Jeudi Dumont. Lo scontro venne ricordato tra i più sanguinosi della Battaglia del Borgo e si concluse con la vittoria del feroce Reddington che entrò nella fortificazione calpestando i corpi nemici e prendendo prigioniero l’eroico Capitano Dumont che non volle arrendersi.
Non si conosce la motivazione della scelta del comando britannico retto da Aidan O’Doran quando fece avanzare gli Screaming Goats in attacco facendoli uscire da Cabriolo. Reddington fu estremamente contrariato dall’errore tattico e ordinò alla propria unità di ritirarsi. Tuttavia si trovarono davanti il temibile Reggimento Orléans che non diede tregua ai nemici disperdendo ciò che restava del battaglione nemico. Demon fu visto allontanarsi dalla zona degli scontri
E’ qui che accadde qualcosa di poco spiegabile. Demon Reddington fu visto arrivare allo stato maggiore da Aidan O’Doran. Qui si perdono le sue tracce. Non si sa cosa successe all’interno delle tende di comando. Quello che la storia sa, è che Demon Reddington morì il 28 Maggio 1825 al termine della tristemente famosa “Battaglia del Borgo”.