Uriel Lefeu

Ancora oggi, chi si chiedesse quale fosse l'identità di Fratello Uriel Lefeu, sarebbe combattuto ed indeciso tra: il guerriero senza macchia e il sacerdote senza paura.
Padre Uriel giunse a Borgo San Donnino nel 1819, dopo che le voci sui fatti misteriosi di quella città giunsero in Francia, dove alcuni parenti dell'allora Marchese di La Rochelle, Jean Brody Jarjays de Girodel, si rivolsero al monastero di Saint Michel du Sacré Choir in cerca di aiuto per il Marchese, lontano da casa e minacciato dal demonio stesso.
Quegli stessi parenti che in realtà erano la famiglia di Uriel, nato Marc Lefeu nel 1780 in una magione nelle campagne di Laval nel nord della Francia, secondo figlio del Barone François Lefeu, la cui madre era una Girodel e la cui unione di sangue con i Lefeu aveva reso la dinastia Baronale una cadetta dei La Rochelle.
E proprio sotto questa sudditanza, che in realtà fu una grande fortuna per i Lefeu, il Barone François fece richiesta al monastero di mandare uno dei loro combattenti consacrati migliori in aiuto alla famiglia nel ducato. Mai si sarebbe aspettato che sarebbe stato proprio il Figlio a partire.
La casata era destinata ad essere portata avanti dal fratello maggiore, Jean-Paul, quindi il giovane Marc venne mandato in convento alla giovane età di 8 anni. Superò tutto il duro noviziato dell'ordine del sacro coro, un ordine monastico dalla tradizione forte che si rifà al culto degli Arcangeli del vecchio testamento; ottenne infine l'iniziazione come Custodes, i guerrieri che costituiscono il braccio armato dell'ordine, e il suo nome consacrato, da tradizione quello dell'angelo Patrono che il priore del monastero riconosce all'iniziato: Uriel.
Uriel si trovò subito nel vivo del suo incarico, appena arrivato dovette confrontare la setta di uomini mascherati che si fanno chiamare "cavalieri del sangue". Si dice che la sua spada interruppe un rituale satanico che era costato la vita di molte donne innocenti del borgo in quel giorno.
Da quel momento, il frate guerriero si erse a baluardo della gente del borgo contro le forze del male, rischiando sempre la vita in prima file per difendere tutti, innocenti e peccatori, Francesi e Inglesi.
Uriel ha sempre cercato di Salvare tutti, soprattutto i più lontani da Dio, un vero spirito evangelico. Sono note a molti abitanti del Borgo le discussioni in locanda di Uriel con Arthur Mac Neil ed Elmerich di Baviera. Qualcuno dice che quando Elmerich morì in circostanze misteriose, Uriel fu visitato dal suo fantasma in cerca di pace.
Alcuni testimoni raccontano di come Uriel fermò da solo un'avanguardia dell'esercito per l'indipendenza che aveva portato una colubrina al limitare del borgo e la aveva puntata sulla Locanda Glory Hole: affrontò come una furia tutti i soldati che cadevano o fuggivano sotto i colpi della sua spada, mentre veniva ferito sempre più gravemente. Quando arrivarono i rinforzi dalla locanda, Uriel versava a terra immerso ne suo stesso sangue, ormai si temeva il peggio. Ma la grande forza di Volontà del frate gli permise di superare le cure di emergenza dei medici ed ebbe salva la vita, sebbene, dicono alcuni, non fu più quello di prima.
Uriel è salito agli onori della cronaca per il suo ruolo di membro fondatore del Tribunale per L'integrità della Fede, assieme al Reverendo Lacroix. Con il benestare della Duchessa Maria Luigia, fu istituito il reato di stregoneria nel ducato e cominciarono a circolare nel borgo i manifesti di condanna per l'eretico Marcus, che ancora oggi si possono trovare nelle vie del borgo. Il silenzioso organo di tutela del popolo dalla minaccia occulta ha vegliato apparentemente immobile per diversi anni, durante il burrascoso governo O'Doran e tutta la vicenda dell'occupazione britannica. Si ricorda solo un processo inquisitorio esplicato dal tribunale, contro la dottoressa Jaqueline Gray, accusata di essere una strega discepola di Marcus. È lunga la storia di avversità fra la Dottoressa Gray e Uriel, più volte accusata dal frate di nefandezze e collusione col demonio, eventualità confermata in sede dello stesso processo, dove il cupo stregone si presentò portando scompiglio.
Uriel è stato protagonista di un altro atto di grande eroismo quando assieme ad altri 4 prodi (Il Principe Ottone di Savoia, Julius Cox, il Duca di Whisky e Leah O'Sullivan) liberarono dalla prigionia il dottor Barsanti, sequestrato dall'alchimista Akhenis che lo teneva in ostaggio.
L'ultimo atto di eroismo di Uriel chiude la sua storia: era giunto al borgo per fermare la minaccia dei morti ed è l'ultima cosa che fece: il frate combatté coraggiosamente assieme a tutti gli uomini e donne del borgo fino a stanare il perfido Marcus. Diverse persone entrarono nel suo covo e diverse sono le versioni che si raccontano di ciò che ivi accadde, una cosa sola è certa: Uriel pagò con la sua vita ma lo stregone fu distrutto per sempre.
Grande fu il cordoglio delle genti del borgo, amici e nemici parimenti piansero il sacrificio dell'eroico sacerdote, le cui esequie furono celebrate la notte stessa, mentre ancora i morti cingevano d'assedio il borgo. Il corpo fu sepolto a Cabriolo, non essendo possibile raggiungere il cimitero del borgo mentre le forze militari ducali liberavano la città dai morti. Da quella collina, la tomba di Uriel veglia ancora sul borgo e i suoi abitanti.