Jacques Grobois

E’ lunga e quasi impeccabile la storia di Jacques Grobois, quasi, fino alla sua fine. Jacques Grobois nacque nel 1794 a Dunquerque in una famiglia povera e semplice in un Francia guidata dai rivoluzionari. Ben presto, prima anora che Jacques avesse 10 anni, la famiglia si trasferì in Martinica dove avviò un’attività di coltura della canna da zucchero. Per anni la famiglia Grobois conobbe il benessere e Jacques ricevette una buona educazione anche se tarda rispetto alle famiglie benestanti dell’epoca.
Nel 1810, però, una nave corsara battente bandiera inglese abbordò il mercantile che portava il carico della famiglia Grobois provocando un danno economico insanabile alla piccola azienda famigliare. Tutta la famiglia, compreso Jacques furono costretti a integrarsi come servitù presso un nobile locale.
Prima della maggiore età Jacques scappò da quella realtà e si imbarcò come marinaio raggiungendo la Francia. Una volta lì si arruolò nell’esercito francese combattendo la guerra dalla parte dell’Imperatore Napoleone Bonaparte. Dapprima nell’esercito, si distinse inserendosi poi in cavalleria tra gli Ussari.
Dopo la battaglia di Waterloo dove combatté per l’ultima volta in un grande campo di battaglia, conobbe un periodo di congedo a causa dei tumulti e della Restaurazione che mise in dubbio ogni carica militare per ricondurla a fedeltà verso il sovrano.
Nel 1818, all’età di 24 anni, Jacques venne reinserito nelle forze armate francesi per funzioni ordinarie. Ma fu nel 1819 che la sua vita cambiò radicalmente. Vnne infatti assegnato come scorta per un diplomatico francese di nome François Colbert inviato presso il Marchese di La Rochelle nel Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla.
Dopo un lungo viaggio, al suo arrivo, Jacques scoprì che il signor Colbert era stato assassinato e inzialmente decise di stabilirsi presso il Marchese per scoprire cosa fosse accaduto.
Nella prima metà del 1819, al suo arrivo, Jacques Grobois ebbe a che fare con una ribellione contadina contro al potere costituito. Ben presto questa ribellione fu sedata, ma fu allora che apparve l’orrore. Dai tanti corpi senza vita prese forma e vita un’orda di morti viventi che attaccarono sistematicamente le zone nevralgiche del Ducato. Anche a Borgo San Donnino si combatté a lungo nelle periferie, ma la menzione speciale va alla famosa “Battaglia dei Morti” del 22 Maggio 1819. Jacques si era arruolato nell’esercito ducale e combatté proprio quel giorno sotto il comando di Lord Edward Blake e a fianco del dottor Edward Jennet, entrambi al seguito del fu Conte Dent di Nottingham. La battaglia vide Jacques Grobois come protagonista. Le fonti lo raccontano come un combattente instancabile e capace, in grado di tener testa a numerose creature spaventose senza paura e senza mai cadere. La battaglia fu vinta e qualche settimana dopo Jacques fu insignito della medaglia al valor militare e fu nominato capitano onorario dell’esercito ducale, titolo che porterà con orgoglio fino alla fine.
Successivamente, all’interno del seguito del Marchese di La Rochelle, Jacques Grobois ottenne notevole influenza affiancandosi, in assenza del Marchese, al famoso Reverendo Orazio Lacroix per la guida della famiglia. Alcune fonti parlano anche di un problema venutosi a presentare riguardo ad un medaglione non meglio specificato che mise attrito tra Jacques che lo possedeva e tutti i suoi compagni nonché con gli appartenenti al seguito del Conte di Nottingham. Tuttavia sembra che qualche mese dopo Jacques fu riaccolto assieme alla famiglia francese riprendendo il proprio ruolo di guida in assenza del Marchese.
Nell’anno dopo quest’episodio, le attività di Jacques Grobois si intrecciarono fittamente con quelle del seguito del Marchese di La Rochelle, ma alcune notizie affermano che sulla sua persona alcuni individui avessero sospetti.
La fine di Jacques si consumò a notte fonda del 7 Luglio 1821, quando tentò, a quanto affermano le fonti, di assassinare a tradimento Aquila Lucente, pellirossa proveniente dalla Americhe e stabilitosi nel Ducato per ragioni poco chiare. Aquila Lucente lanciò l’allarme e Jacques sparì alla vista di tutti. La famiglia francese, nella confusione anche per altre ragioni non chiaramente menzionate, poté ben poco. Dopo qualche decina di minuti di caccia all’uomo Jacques Grobois irruppe in mezzo ai presenti alla locanda della zona rivelandosi della stessa natura di Caligola Blackwood. La notizia sembra essere chiara e dimostrata dalla presenza sulle sue mani di lunghi artigli bestiali. Il combattimento furioso tra gli uomini presenti e la bestia durò parecchi minuti alla fine dei quali, però, il numero ebbe il sopravvento e Jacques fu atterrato e reso incosciente.
Jacques Grobois, dopo una vita di successi e gloria, dopo trionfi e carriera, finì su un prato della periferia di Borgo San Donnino, tra gli insulti e le maledizioni. La bestia era stata domata.